lunedì 27 febbraio 2012


Come usare il K2 in un indagine    ( DI PRESENZE O FANTASMI )

Qualche tempo fa vi ho illustrato i motivi che spingono a munirsi di rilevatori di campi elettromagnetici, vi ho anche accennato al fatto che in alcune indagini non è possibile affidarsi a tali rilevatori, questo perchè le zone interessate potrebbero essere soggette a campi elettromagnetici naturali o artificiali non controllabili che falserebbero l'analisi.
Ora supponiamo di essere stati chiamati per un indagine e che con noi abbiamo portato il nostro bel K2 EMF meter, per prima cosa dobbiamo sincerarci sul possibile utilizzo o meno dell'apparecchio, come fare?                    ( Articolo completo su FANTASMI ) .

sabato 25 febbraio 2012

Cellulari con meno radiazioni: ricerca 2011 consigli e precauzioni


Cellulari con meno radiazioni: ricerca 2011 consigli e precauzioni


I consigli per usare il cellulare con la massima sicurezza possibile. (  ARTICOLO completo sulLA PAGINA - SCIENZA e tecnologia ) .http://ricercatoridifenomeniinspiegabili.blogspot.com/p/scienza.html



venerdì 24 febbraio 2012

SPIONI DAL CIELO ( alte tecnologie )

SPIONI DAL CIELo


           


Tra il 2007 e il 2010, lo Stato italiano ha speso 1,137 miliardi per acquistare da Thales Alenia Space 4 supersatelliti in grado di "vedere" anche di notte e oltre le nubi oggetti fino a 40 centimetri. Il ministro La Russa li ha affidati al Ris, il servizio militare di nuova istituzione che agisce senza regole e controlli. Nessuno sa cosa "osservano" e chi utilizza i dati  ( ARTICOLO COMPLETO SULLA PAGINA SATELLITI SPIA ) .  http://ricercatoridifenomeniinspiegabili.blogspot.com/p/satelliti-spia.html - LINK

martedì 21 febbraio 2012

VACCINI CON CELLULE DI FETI ABORTITI – AUMENTANO I CASI DI AUTISMO


VACCINI CON CELLULE DI FETI ABORTITI – AUMENTANO I CASI DI AUTISMO

30GEN

CONTINUA L’AUMENTO DEI CASI DI AUTISMO E SIMILI DISORDINI NEI BAMBINI
Si sospettano gli additivi tossici nei vaccini, principalmente il mercurio (tiomersal) usato come conservante, i sali di alluminio e altri ‘coadiuvanti’, cioè sostanze aggiunte per stimolare la produzione di anticorpi, ma finora nessuno poteva provare un nesso causale tra questi ingredienti tossici e l’aumento vertiginoso delle malattie del sistema nervoso avvenuto solo negli ultimi decenni.Da circa un anno a questa parte, qualcosa sta cambiando. Nel luglio 2009 la D.ssa Theresa Deisher, fondatrice e presidente del Sound Choice Pharmaceutical Institute, annunciò di aver forse trovata la chiave per svelare il mistero: feti umani abortiti usati nella produzione dei vaccini.Nel 1979, la produzione del vaccino trivalente morbillo, parotite, rosolia (MPR) passò dall’uso di cellule animali all’uso di cellule provenienti da feti umani abortiti. A seguito, negli anni ’80, si è visto un vertiginoso aumento dei casi di autismo, prima negli Stati Uniti e dopo in Inghilterra e nel resto del mondo.
UN NUOVO STUDIO PRESENTATO AL MEETING INTERNAZIONALE
per la ricerca nell’autismo documenta la connessione. “La correlazione temporale tra l’introduzione nei vaccini di DNA dai feti abortiti e gli aumenti di autismo è evidente. Le statistiche la mostrano nel corso di decine di anni e in diversi continenti. La correlazione temporale è più significativa di quella del mercurio,” dice la D.ssa  Deisher, aggiungendo che il mercurio non mostra questa correlazione temporale con i recenti forti aumenti dei casi di autismo. L’uso di cellule provenienti dai feti implica la presenza residuale di DNA umano nei vaccini. I frammenti residuali di DNA umano possono migrare fino al cervello dove, con un processo chiamato ricombinazione omologa, si uniscono al materiale genetico del bambino vaccinato. Il sistema immunitario del bambino riconosce il DNA estraneo proveniente dai vaccini. Dato però la stretta somiglianza di questo DNA a quello proprio, il sistema può cominciare ad attaccare le cellule del proprio corpo – innescando una malattia autoimmune.
LA PERICOLOSITA’DEI FRAMMENTI DI DNA UMANO
è dovuta al fatto che la probabilità di ricombinazione di questi frammenti con il materiale genetico di chi è stato vaccinato è un miliardo di volte più alta di quella che sarebbe con l’uso di cellule animali. Inoltre, parecchi dei siti preferenziali di ricombinazione sarebbero nei cromosomi X, in siti associati all’autismo.Dati questi pericoli, l’unico ragionevole modo di procedere è l’immediata sospensione dell’uso di cellule umane nella preparazione dei vaccini, così come una generale rivalutazione scientifica della pratica vaccinale.Fino ad oggi, mancano studi sulla efficacia e l’innocuità dei vaccini a lungo termine. Perciò è urgente che si inizino studi clinici sugli effetti a lungo termine delle vaccinazioni, comparando popolazioni vaccinate con quelle non vaccinate.

Il controllo del clima Italiano ( HAARP )


Il pensiero non è più un mistero

Il pensiero non è più un mistero
Comunicare con i malati in coma o con persone che non sono più capaci di parlare non è più impossibile. Non si tratta di fantascienza ma è realtà. Almeno, questo è quanto affermano i ricercatori dell’Università della California (USA). Grazie ai risultati di uno studio condotto da alcuni ricercatori, infatti, è stato possibile dimostrare che parole solo pensate possono essere capite. Come? Analizzando l’attività elettrica del cervello attraverso una risonanza magnetica e traducendo poi, tramite un modello informatico studiato ad hoc, le onde cerebrali in suoni. Sarà quindi possibile comunicare con pazienti in coma o persone che per svariati motivi non possono comunicare in maniera naturale e inoltre, la telepatia non sarà più qualcosa di “magico” ma di computerizzato.

lunedì 20 febbraio 2012

UFO Sfere luminose imprimono dei cerchi nel grano con tecnologia trigonometrica

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UFO Sfere luminose imprimono dei cerchi nel grano con tecnologia trigonometrica

Generale Fabio Mini guerra climatica parte 2 di 2

http://www.youtube.com/watch?v=SErUxbWmU3E&feature=related

Generale Fabio Mini guerra climatica parte 1 di 2

http://www.youtube.com/watch?v=G2qBZf-q-m8

Perché il reato di tortura non entra nel codice penale italiano?


Perché il reato di tortura non entra nel codice penale italiano?

10-02-2012
La tortura è da sempre stata considerata uno strumento volto ad annullare la personalità della vittima ed a negare la sua dignità come essere umano. Le Nazioni Unite hanno condannato simili azioni fin dalla loro nascita, dati anche gli avvenimenti storici che l’hanno preceduta. La sistematica e diffusa pratica della tortura costituisce oggi un crimine contro l’umanità, che non può essere giustificato da nessuna circostanza. Anzi, il divieto al suo utilizzo fa ormai parte delle regole consuetudinarie del diritto internazionale: ogni Stato quindi, indipendentemente dal suo essere parte di un trattato in cui la tortura è espressamente vietata, deve rispettarla.
Durante la sua 39esima seduta,  l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, con la risoluzione 39/46, la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti. Entrata in vigore il 26 giugno 1987, la Convenzione concretizza la proibizione generale della tortura, obbligando gli Stati contraenti ad adottare una serie di provvedimenti adeguati, per assicurare la prevenzione e la lotta contro le torture e per proteggere l’integrità fisica e spirituale delle persone private della loro libertà.
La legislazione italiana,  non è stata ancora adeguata agli standard internazionali: la tortura è stata vietata esplicitamente in tempo di guerra, con una legge del gennaio 2002, ma il codice penale ancora non prevede il reato di tortura!!!
Nessuno, dal 1988, anno di entrata in vigore della Convenzione per l’Italia, è stato incriminato per tortura, anche se gli episodi – denunciati periodicamente dai rapporti del Segretariato Internazionale della stessa organizzazione – non sono mancati.
E' stato inoltre adottato un Protocollo facoltativo della Convenzione suddetto, 'l'Optional protocol to the convention against torture entrato in vigore il 22 giugno 2006, convinti che sono necessarie ulteriori misure per conseguire gli scopi della Convenzione contro la tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti (qui di seguito denominata Convenzione) e per rafforzare la protezione delle persone private della loro libertà contro la tortura e altri trattamenti crudeli, trattamenti inumani o degradanti,
Grazie a questo ulteriore protocollo gli Stati contraenti devono, rendere conto ogni quattro anni alla Commissione dell’ONU contro la tortura (CAT) delle misure da loro adottate per adempire gli obblighi che la Convenzione impone loro.
L'Opcat prevede che gli Stati istituiscano un proprio "national preventative mechanism 2" (Npm), un meccanismo preventivo nazionale per tutelare gli individui deprivati della libertà.
Ebbene su 81 Paesi aderenti, solo 21 non lo hanno ratificato. E tra questi 21 paesi c'è l'Italia!!!,
che lo ha sottoscritto nel 2003 ma mai sottoposto a ratifica!!!.

-Perché questa vergognosa lacuna? Vulnus dei diritti umani fondamentali nel nostro paese???
-Perché queste difficoltà ad adottare e ratificare ciò che la convenzione indica?
-Perché continuiamo a definirci stato democratico, quando nella realtà non lo siamo affatto?
-Perché nessun governo di sinistra o di destra ha ritenuto fondamentale inserire il reato di tortura nel nostro codice penale?

Intanto nel nostro paese, grazie ai radicali ed in particolare a Rita Bernardini, prima firmataria dell’ordine del giorno si chiede che il reato di tortura entri nel codice penale italiano!!!
Finalmente il nostro Paese si appresta a sanare una delle tante inadempienze rispetto al diritto internazionale e alla tutela di diritti umani e civili fondamentali.
Nell'ambito della discussione sul ddl di adeguamento delle norme italiane allo Statuto della Corte Penale Internazionale, il Governo ha accolto l'ordine del giorno presentato dai deputati Radicali che lo impegna a predisporre urgentemente un disegno di legge per introdurre il reato di tortura nel nostro codice penale.
Rita Bernardini, prima firmataria dell'ordine del giorno ha dichiarato: "Quello di oggi è un passo importantissimo che, oltre a corrispondere a un obbligo giuridico internazionale, costituisce un forte messaggio simbolico in chiave preventiva, istituire il reato di tortura significa infatti chiarire con nettezza quali siano i limiti dell'esercizio della forza e dei pubblici poteri rispetto a esigenze investigative o di polizia. Un segnale di speranza anche per le migliaia di detenuti nelle carceri italiane che ogni giorno vedono violati i propri diritti di reclusi e umani. Cittadini nelle mani dello Stato costretti a vivere in condizioni drammatiche, vergognose per un Paese che voglia definirsi civile e democratico."
Ecco, non vorrei pensar male... perché a pensar male  si fa peccato, ma spesso si rischia di avvicinarsi al vero, non sarà che lo Stato Italiano ha paura di inserire il reato di tortura nella consapevolezza del suo agire criminale, nella violazione costante e criminosa dei più elementari diritti umani nelle nostre carceri lager, carceri che definire sovraffollate è semplicemente un eufemismo? (cit.di Napolitano)
Carceri dove si muore per mancanza di speranza, dove causa sovraffollamento non viene neanche garantito il diritto alla salute e quindi il diritto alla vita? Reato di tortura. Reato per cui il nostro stato rischia fortemente di essere incriminato.
E mentre si governa e si varano leggi criminogene e mentre la partitocrazia complice di deriva giustizialista non si occupa di diritti umani, ma di consenso popolare (di un popolo ammaestrato ad arte, intorpidito ed impaurito).
Ecco mentre tutto ciò si consuma siamo tutti complici e rei della tragica situazione da Shoah nel nostro paese, paese dove non esiste il reato di tortura. "La speranza non è la convinzione, che qualcosa andrà a buon fine ma la certezza che quel qualcosa abbia un senso indipendentemente da come andrà a finire". Ed allora nella speranza che ci si svegli dal torpore. Si cominci a cercare la verità ed a proseguire una strada di consapevolezza e di lotta per i diritti umani.
 

mercoledì 15 febbraio 2012

COME SOPRAVVIVERE AD UN ATTACCO O AD UN DISASTRO NUCLEARE


 COME SOPRAVVIVERE AD UN ATTACCO O AD UN DISASTRO NUCLEARE:
le regole base di sopravvivenza in caso di attacco atomico,
come sopravvivere alla radioattività.
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Alcune di queste informazioni potrebbero tornare molto utili anche nel caso in cui una centrale nucleare, a causa di un grave incidente, rilasci radioattività nell'aria.

I RIFUGI ANTIATOMICI:
Un rifugio sicuro deve essere costruito sotto terra e deve avere un affidabile sistema di ossigenazione che impedisca all'aria contaminata di entrare nel sistema di aereazione. L'involucro è quasi sempre in cemento armato con pareti molto spesse e gli interni sono rivestiti da particolari materiali isolanti.
Piombo e acciaio sono largamente usati per la costruzione di rifugi antiatomici per la loro alta protezione dalla radioattività.
L'entrata del bunker solitamente è composta da una botola corazzata e una scala che porta al rifugio, per entrare nel cuore del bunker si passa dalla stanza di decontaminazione e di solito da due portoni molti spessi a tenuta stagna e a chiusura ermetica.
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All'interno del rifugio ci deve essere acqua potabile, cibo, energia elettrica e servizi igienici.
La grande richiesta da parte della popolazione ha fatto nascere ditte specializzate nella costruzione di rifugi antiatomici prefabbricati. La Svizzera risulta essere molto organizzata in questo settore in quanto una legge obbliga ogni cittadino a costruirsi un rifugio sotto casa con solai spessi 40 cm e muri spessi 30 cm, con un autosufficienza di cibo, acqua e aria di almeno sei mesi. Per i palazzi esistono i bunker condominali.
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I RIFUGI IMPROVVISATI:
Rifugi antiatomici improvvisati possono essere le condotte sotterranee della metropolitana, tunnel autostradali e ferroviari di una certa lunghezza, grotte, miniere, fogne ecc...
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Dopo l'esplosione di una bomba nucleare bisogna raggiungere velocemente un rifugio prima che cominci la ricaduta radioattiva, cioè entro mezz'ora dal lampo nel cielo.
Se non si riesce a trovare un rifugio sottoterra o in un bunker, optare per qualsiasi luogo sia al di sotto del metro e settanta dal livello della superficie.
Potete rifugiarvi anche in un fosso o potete scavare una buca; all'interno stare rigorosamente sdraiati a faccia in giù coprendosi bocca e naso con un panno o con la maglietta. In questo modo si eviterà l'onda termica, l'onda d'urto e la radioattività diretta.
Prima della ricaduta radioattiva coprire la buca o cambiare riparo.
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Se esiste la probabilità che la propria città possa essere vittima di un attacco atomico, e non si riesce ad abbandonarla, improvvisare un rifugio in una cantina o in un qualsiasi spazio al di sotto del livello del terreno rinforzando i muri con lastre di acciaio o sacchi di terra, sigillando eventuali aperture con calcestruzzo.

PROTEGGERSI DAL FALLOUT:
La ricaduta radioattiva più pericolosa è quella del primo giorno dall'esplosione, poi comincia a diminuire a seconda della potenza del ordigno esploso e dalla distanza in cui ci si trova dall'ipocentro.
E' utile sapere quando il periodo radioattivo termina in modo da tale da poter lasciare i propri rifugi.
Quando la radioattività si abbassa a un livello tale che il suo assorbimento ci permette di sopravvivere è possibile uscire all'aria aperta.
Si può usare la regola del 7/10, cioè dopo 7 ore la radioattività è di 1/10 di quella che si ha un'ora dopo l'esplosione, quindi dopo 49 ore sarà di 1/100, dopo 343 ore di 1/1000 è così via...

7X7= 49 (2 giorni)  1/100= 1/10 X 1/10
7X7X7=343 (14 giorni)  1/1000= 1/10 X 1/10 X 1/10

Esempio:
Dopo 1 ora: 1000Rad o 10 Gray
Dopo 2 ore: 400Rad o 4Gy
Dopo 7 ore: 100Rad o 1Gy
Dopo 48 ore: 10Rad o 0.1Gy

NOZIONI DI SOPRAVVIVENZA IN CASO DI ATTACCO NUCLEARE:
  • Appena si vede il bagliore nel cielo cercare un riparo immediatamente, a 2 o 3 metri da dove ci si trova.
  • Se non lo si trova mettersi dietro un muro o un riparo rivolti verso la parte opposta dell'esplosione.
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  • Se non si trova nulla sdraiarsi a testa in giù e chiudere gli occhi, coprendosi le parti cutanee scoperte.
  • Non muoversi finchè non passa l'onda d'urto.
  • Ora bisogna raggiungere entro mezz'ora un ricovero possibilmente sotterraneo per sopravvivere alla ricaduta radioattiva.
  • Nello spostamento coprire naso e bocca e non guardare verso l'esplosione il forte effetto termico potrebbe bruciarvi le retine.
  • Non mangiare, bere o fumare.
  • Se al momento dell'esplosione uno si trova all'interno di un edificio, riparasi subito dietro una grossa parete o un mobile solido, stare lontano dalle apparecchiatura elettriche.
  • Una volta passata l'onda d'urto uscite a trovare un rifugio, se non trovate niente scendete nei piani più bassi dell'edificio o nel seminterrato tappezzando spifferi e finestre.
  • Se uscite a cercare un ricovero riparatevi sotto una grossa coperta che abbandonerete quando troverete un rifugio, facendo occhio agli eventuali incendi generati dall'onda termica.
  • Non utilizzate le auto, l'impulso elettrico generato dall'esplosione potrebbe aver danneggiato il motore, però potete rifugiarvi all'interno chiudendo bene tutte le possibili entrate d'aria (infilarsi in un’auto può aumentare sensibilmente le probabilità di sopravvivenza, almeno del 40 per cento).
  • Non perdete tempo con i cellulari potrebbero essere danneggiati e comunque le comunicazioni, sarebbero interrotte per via dell'effetto elettromagnetico.
  • Se durante la corsa verso un rifugio vi si depositano addosso detriti e polveri radioattive sbarazzatevi di tutti gli indumenti, fatevi più docce utilizzando molto sapone,dedicando particolare cura a capelli, mani e togliendo i residui sotto le unghie.
  • Appena entrate nel rifugio antiatomico fate una doccia di decontaminazione lasciando tutti gli indumenti e gli oggetti che avete nella stanza che precede l'entrata.
  • Una volta dentro chiudete le porte a tenute stagna e non le aprite più fin quando non dovrete uscire.
In media un rifugio antiatomico difficilmente può garantire condizioni di sopravvivenza superiori ai 5 anni.
Concludendo in caso di attacco nucleare non perdete tempo a scappare cercando di allontanarvi il più possibile dall'ipocentro ma trovate un rifugio da cui ripararvi dalla pioggia radioattiva.
Molti non sono a conoscenza del fallout secondario se ad esempio un ordigno esplodesse nel centro di una città, le persone che si troverebbero a un paio di chilometri una volta sopravvissuti all'esplosione scapperebbero in preda al panico ignari che la pioggia radioattiva sarà la causa della loro morte.
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In questa foto realizzata dal Dipartimento della sicurezza interna statunitense viene mostrato un grafico dei luoghi più sicuri in città per proteggersi da un attacco atomico.

Come notate i piani più alti sono i meno sicuri meno quelli nel sottosuolo sono i rifugi ideali.

Esperti e studiosi statunitensi hanno recentemente dichiarato: "Rifugio sul posto. Questo è l’unico grande messaggio, il modo migliore per salvare vite e prevenire patologie legate alle radiazioni. Va contro il nostro istinto di scappare dal pericolo per riunirci ai nostri familiari. Ma se i bambini sono a scuola o all’asilo, è lì che dovrebbero rimanere. Non si può sfuggire alla precipitazione radioattiva e gli effetti disastrosi riconducibili alla precipitazione radioattiva possono essere evitati al 100%. Si stima che 285.000 persone, senza protezione nel raggio di un miglio dalla detonazione a Los Angeles, andrebbero incontro a malattia o morte causate dall’esposizione alle radiazioni.  Solo un rifugio rudimentale, come una costruzione in legno, potrebbe salvare 160.000 persone da un'esposizione significativa. Se le persone riuscissero a trovare rifugio in seminterrati o edifici multipiano o centri commerciali, 240.000 di queste 285.000 potrebbero salvarsi. Se si riuscisse a raggiungere un parcheggio sotterraneo o il centro di un grattacielo di uffici, non si riporterebbe alcuna esposizione mortale".


In Italia, subito dopo il disastro di Chernobyl, la protezione civile ha sviluppato un piano di emergenza nel caso in cui una centrale nucleare, vicino al confine italiano, rilasci radioattività: Piano-nazionale-revisione-1marzo-2010.pdf

La Iodoprofilassi - Profilassi con Ioduro di potassio:
In caso di incidente a una centrale nucleare lo stato dovrebbe fornire compresse di ioduro di potassio che forniscono protezione alla tiroide.
Tale ghiandola tende a fissare lo Iodio radioattivo 131.
Una compressa agisce per 24 ore e risulta essere efficace se chi l'assume è stato esposto solo da poco tempo, è efficace se assunta fino a 3 o 4 ore dopo l'esposizione.

LA MINACCIA NUCLEARE


LA MINACCIA NUCLEARE:
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PREFAZIONE:
L'ENERGIA NUCLEARE:
Un'esplosione nucleare è in grado di sprigionare un'energia immensa.
L'energia sprigionata da un ordigno nucleare si misura in Chilotoni o Megatoni a seconda della potenza. Ricordiamo che 1 Kt è pari alla detonazione di 1000 tonnellate di tritolo mentre 1 Mt ad un milione di tonnellate di TNT.

LA BOMBA ZAR E I TEST NUCLEARI:
La bomba nucleare più potente mai fatta esplodere sul pianeta fu la Bomba Zarcreata dal URSS.
Venne sganciata nel 1961 su un isola a nord del circolo Polare Artico e generò ben57 Megatoni di energia.
Ricordiamo che le bombe sganciate dagli Stati Uniti sulle cittadine giapponesi di Hiroshima e Nagasaki avevano rispettivamente una potenza di 16 Kiloton (Little Boy - esplosivo utilizzato: Uranio) e 25Kt (Fat Man - esplosivo utilizzato: Plutonio).
La bomba sovietica zar (tsar) pesava 27 tonnellate ed era lunga 8 metri, e nella versione originale era in grado di sprigionare sui 100 megatoni di energia, però la potenza per il test venne dimezzata per le forti critiche da parte delle potenze internazionali e per i danni troppo estesi che avrebbe creato.
Anche se la detonazione avvenne a mezz'aria, l'esplosione generò una magnitudo sismica compresa tra il 5 e il 5,25 che venne percepita in tutta il mondo.
Il fungo della bomba zar superò i 60 chilometri d'altezza, l'onda d'urto venne percepita fino in Finlandia, mentre il bagliore venne visto a 1000 chilometri dall'ipocentro nonostante il cielo fosse nuvoloso; le perturbazioni atmosferiche che generò fecero tre volte il giro della terra.
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Il fungo della bomba zar si poteva vedere fino a centinaia di km di distanza.


I test nucleari nel sottosuolo e nell'atmosfera sono cominciati nel 1945: il primo ordigno mai fatto esplodere si chiamava Trinity e aveva una potenza di 19Kt, espose il 16 luglio del '45 nel New Mexico USA.

Gli ultimi test nucleari sono stati effettuati nel 2009 dalla corea del Sud.
  • Nel 1963 venne firmato un trattato che proibì agli stati che lo avevano firmato di effettuare test nucleari nell'atmosfera ma esclusivamente nel sottosuolo.
  • Nel 1974 un nuovo trattato impediva esperimenti nel sottosuolo con ordigni che superassero i 150Kt.
  • Nel 1996 fu proposto un bando ai test nucleari, che purtroppo ad oggi non è ancora entrato in vigore.

Comunque a partire dal 1992 i test nucleari si sono affievoliti sempre di più, il picco dell'esplosioni si ebbe negli anni Sessanta.

Secondo il Greepeace i test nucleari condotti fino al 1996 sono stati circa 2000 con una potenza complessiva di 438 Megaton (oltre 43 volte in più della potenza totale sprigionata da tutti gli esplosivi utilizzati durante la Seconde Guerra Mondiale!), queste esplosioni hanno diffuso nell'atmosfera circa 8 tonnellate tra plutonio e uranio.

Le uniche due bombe nucleari sganciate sopra delle cittadine abitate sono state quelle su Hiroshima e Nagasaki durante la seconda guerra mondiale.

Durante la guerra fredda si fu sull'orlo di una guerra nucleare per la grossa tensione che intercorreva tra l'ex URSS e gli USA, ma il cosiddetto equilibrio del terroreriuscì a mantenere la situazione sottocontrollo. Tale equilibrio risiedeva nella sicurezza che una guerra con uso massiccio di armi nucleari avrebbe provocato una distruzione tale del mondo che non ci sarebbero stati ne vinti ne vincitori ma solo desolazione e devastazione.
Come negli scacchi fu una situazione di stallo che impedì lo scoppio di una terza guerra mondiale (in pratica nessuno voleva fare la prima mossa per non scatenare una sequenza catastrofica).
La teoria della distruzione mutua assicurata è valida ancora oggi. Con le potentissime armi a fusione e a fissione nucleare che possiamo costruire con l'attuale tecnologia, nessuno avrebbe il coraggio di cominciare una guerra nucleare poichè porterebbe inevitabilmente ad una sconfitta da entrambi i fronti bellici e alla distruzione totale o parziale del pianeta e delle sue forme di vita.

INCIDENTI ALLE CENTRALI NUCLEARI:
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Gli incidenti nucleari più gravi che si ricordino sono stati quello di Chernobyl(Ucraina 1986 - LIVELLO 7 della scale INES), quello di Majak (Urali dell'URSS 1957 - LIVELLO 6 della scala INES) e quello avvenuto in Giappone (Fukushima2011 - prima LIVELLO 5 della scala INES, poi passato al LIVELLO 6 ).
Per misurare la gravità degli incidenti nucleari e radiologici nel 1989 è nata la scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale), basata su 7 livelli di criticità per rendere percepibile in maniera corretta alla popolazione, l'attuale livello di gravità dell'incidente nucleare.
Altri incidenti gravi sono avvenuti nel Nuovo Messico a Los Alamos, a Chalk River in Canada, a Windscale in Gran Bretagna, a Lucens in Svizzera, a Three Mile Island in Pennsylvania, a Saint-Laurent-Nouan in Francia, a Goiânia in Brasile, a Tokaimura in Giappone, a Fleurus in Belgio e ultimante a Fukushima in Giappone.
In totale tra piccoli e grossi, gli incidenti avvenuti all'interno delle centrali elettronucleari sono oltre un centinaio...

LA SCALA INES:

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Livello 7, incidente catastrofico
Livello 6, incidente grave
Livello 5, incidente con possibili conseguenze all'esterno dell'impianto
Livello 4, incidente senza conseguenze significative all'esterno dell'impianto
Livello 3, guasto grave
Livello 2, guasto
Livello 1, anomalia
Livello 0, deviazione (non significativo per la sicurezza)

GLI EFFETTI CHE PROVOCA UN'ESPLOSIONE NUCLEARE:
  • Effetto luminoso: il lampo generato dall'innesco della reazione può essere visto a migliaia di km di distanza, se osservato da vicino provoca la cecità permanente, a distanze maggiori può accecare per qualche ora.
  • Effetto termico: le temperature emanate dalla reazione nucleare raggiungono valori di decine di milioni di gradi. L'onda termica generata distrugge tutto e le ustioni provocate sul corpo umano possono essere mortali fino ed oltre 50Km di distanza per un ordigno da 20 Megaton (circa 800 volte più potente della bomba sganciata su Nagasaki). L'irraggiamento termico dura in genere un minuto o meno, perchè la nube incandescente si raffredda e si innalza creando il famoso fungo atomico.
  • Effetto elettromagnetico: il campo radio e qualsiasi segnale elettromagnetico viene interrotto, danni ingenti vengono provocati ad apparecchi elettrici, elettromagnetici e a tutte le fonti d'energia che si trovano vicino all'area colpita. A chilometri di distanza si possono ancora avere tensioni indotte nei circuiti elettrici di molte migliaia di volt, che portano in genere alla immediata distruzione degli stessi se non sono appositamente schermati.
  • Effetto radioattivo:
Sicuramente in un'esplosione nucleare questo è l'effetto più temuto.
La vecchia unità di misura della dose di radiazione assorbita è il RAD (cioè 0,01 joule di energia assorbiti da un chilogrammo di tessuto), oggi però è stato sostituto dal gray (1 GY = 100 RAD).
Mentre la vecchia unità che misura la dose di radiazioni REM è stata anch'essa sostituita dal SIEVERT (1 SV = 100 REM). Tale unità misura gli effetti e i danni provocati dalla radiazione su un organismo umano.
Ad esempio una radiografia al torace porta ad un assorbimento di 0.0001 SV in una frazione di secondo.
La protezione civile considera come quantità massima assimilabile dalla popolazione quella di 0.02 SV  all'anno.
Gli effetti delle radiazioni variano da persona a persona (età, stato di saluto, sesso).
Sopravvivere è praticamente impossibile se un individuo assorbe più di 5 Gray o Sievert (cioè 500 rad o rem) in 24-48 ore. Dosi tra le 2 e le 4 Sievert non assicurano la sopravvivenza nel 50% degli individui anche con le adeguate cure e terapie. Dosi di 1 Sievert potrebbero assicurare la sopravvivenza alla maggior parte degli individui ma anche casi letali e di infermità.

Il FALLOUT:
la ricaduta radioattiva:
L'esplosione di un bomba nucleare provoca un cratere di notevole profondità; i detriti sparati in aria dal fungo atomico ricadranno di nuovo nella zona colpita (fallout primario) mentre una parte sarà trasportata dai venti anche a distanze di chilometri (fallout secondario). I detriti resi radioattivi dalla reazione nucleare si depositeranno mano a mano sulla terra (Fall-out = ricaduta).
Il fallout primario inizia entro pochi minuti dall'esplosione facendo decadere nella zona della detonazione i detriti e le polveri più pesanti e più radioattivi.
Il fallout secondario contiene il materiale più leggero e fine, che viene trasportato dal vento e comincia a decadere dopo una o due ore dall'esplosione. Il fallout secondario può portare le polveri anche a decine di chilometri di distanza a seconda della potenza dell'ordigno e il materiale radioattivo continua a cadere per tempi ve vanno dalle 6 alle 30 ore. Dopo 48 ore in genere i livelli di radioattività si abbassano radicalmente.

Effetti secondari derivati dall'esplosione nucleare:
Terremoti e maremoti, forti venti, perturbazioni atmosferiche.